IL REFLUSSO GASTROESOFAGEO
IL REFLUSSO GASTROESOFAGEO

EGDS

L'esofago-gastro-duodenoscopia è un esame diagnostico che consente al medico che lo effettua di osservare direttamente l'interno dell'esofago, stomaco e duodeno, e rilevare eventuali patologie mediante l'endoscopio che e' una sonda flessibile del diametro di circa 1 cm, dotata di una telecamera in punta. Lo strumento viene introdotto delicatamente attraverso la bocca, fino a raggiungere il duodeno. Nel corso dell'esame è anche possibile effettuare procedure operative.

 

Consente di visualizzare e valutare approffonditamente la mucosa esofagea al fine di oggettivare i danni che il reflusso gastroesofageo protratto genera a livello dell'esofago e di escludere altre patologie a carico dell'esofago o del giunto esofagogastrico (neoplasie, stenosi, diverticoli esofagei).

Lesioni esofagee da reflusso

Secondo la classificazione di Savary e Miller, la cui prima pubblicazione è del 1977, si distinguono 6 gradi di lesioni esofagee rilevabili endoscopicamente:

Grado 0: mucosa normale.

Grado I: presenza di erosioni di forma ovalare o lineare non confluenti, singole o multiple, su una plica longitudinale.

Grado II: erosioni situate su più pliche longitudinali, ma non circonferenziali.

Grado III: erosioni confluenti ad estensione circonferenziale.

Grado IV e V: presenza di complicanze come stenosi, ulcere o esofago di Barrett.

 

Nel 1996 fu sviluppato il sistema detto della "classificazione di Los Angeles", che ha 4 gradi, da A a D, di rilevamento dell'estensione, numero e lunghezza delle lesioni delle mucose; questo sistema, a differenza dei precedenti, non indaga la profondità della lesione, ma si focalizza sulla rottura dell'integrità delle mucose classificandone qualsiasi forma. I gradi rispettivamente registrano:

A: lesioni di lunghezza sino a 5 mm

B: lesioni di lunghezza superiore ai 5 mm

C: lesioni di estensione sino al 75% della circonferenza esofagea

D: lesioni di estensione maggiore del 75% della circonferenza esofagea

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