IL REFLUSSO GASTROESOFAGEO
IL REFLUSSO GASTROESOFAGEO

Esofago di Barrett

È una complicanza patologica dell'esofago, in seguito a reflusso gastroesofageo ed è il fattore di rischio singolo più importante per lo sviluppo dell'adenocarcinoma esofageo (lesione pre-cancerosa).

 

Si calcola che sia presente fin nel 5-15% dei pazienti con malattia da reflusso gastroesofageo sintomatica, più frequente nella razza caucasica e la prevalenza aumenta con l'età.

 

L'epitelio di Barrett oppure esofago di Barrett è una metaplasia a carico dell'epitelio esofageo distale, che viene sostituito con epitelio colonnare, in risposta a prolungati stimoli lesivi.

Questo cambiamento nel programma di differenziamento delle cellule staminali (non si sa ancora l'esatta natura ed origine di questi elementi staminali) della mucosa esofagea viene definito metaplasia, cioè una modificazione per cui un tipo cellulare differenziato viene sostituito da un altro tipo cellulare differenziato.

 

Posta per buona la definizione di esofago di Barrett inteso come metaplasia intestinale, è possibile classificarlo in tre sotto-istotipi:

tipo I o metaplasia intestinale completa, contenente cellule di Paneth, caliciformi e cellule assorbenti (è un tipo raro);

tipo II, quadro ghiandolare misto con cellule foveolari gastriche e cellule caliciformi mucipare;

tipo III, fatto da sole cellule caliciformi.

L'epitelio cilindrico così originatosi è più resistente al danno indotto dalla pepsina e dall'acido di quanto lo sia quello squamoso.

 

Tale patologia è spesso pre-cancerosa (lesione pre-neoplastica), poiché questo epitelio può andare incontro a incontrollata replicazione; questo succede circa nel 2-5% dei casi; infatti i pazienti portatori di esofago di Barrett presentano un rischio aumentato di circa 30-40 volte di sviluppare adenocarcinoma esofageo rispetto ai pazienti con mucosa normale.

 

Per poter porre diagnosi di esofago di Barrett devono venir soddisfatti due requisiti: evidenza endoscopica di epitelio cilindrico al di sopra della giunzione gastroesofagea ed evidenza istologica di metaplasia intestinale nei campioni bioptici di tale epitelio.

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